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<contributorName> Centro per la Storia dell’Università di Padova </contributorName>
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<title>Cases, Cesare</title>
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<description descriptionType="Other">Cesare Cases (Milano 1920 – Firenze 2005) fu uno tra i maggiori critici letterari del Novecento e in assoluto uno dei massimi germanisti italiani. 
Costretto ad abbandonare l’Italia a causa delle leggi razziali fasciste, nel 1939 trovò rifugio in Svizzera, dove studiò dapprima a Losanna, quindi a Zurigo, per laurearsi poi nell’immediato dopoguerra a Milano con una tesi sull’estetica di Ernst Jünger. 
Insegnò tedesco nei licei, e quindi nelle Università di Padova, Cagliari, Pavia e infine a Torino, dove tenne la cattedra di Lingua e Letteratura Tedesca. 
Fondatore della rivista «L’Indice», fu iscritto al Partito Comunista, e vicino a intellettuali come Franco Fortini, Renato Solmi, Grazia Cherchi. 
Fu uno dei più preziosi collaboratori della casa editrice Einaudi (con numerosi lavori di introduzione e traduzione dei più grandi scrittori di lingua tedesca, come Brecht, Musil, Thomas Mann) e una vivace presenza nel dibattito intellettuale del secondo Novecento italiano, con i suoi interventi caratterizzati da precisa e militante eleganza. 
Fu socio corrispondente dei Lincei e, nel 1996, nominato Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Presso l’ateneo padovano fu incaricato dell’insegnamento di Lingua e Letteratura Tedesca presso la Facoltà di Lettere e Filosofia nel 1959/60 e nell’anno accademico successivo, quando si trasferì a Cagliari con il ruolo di professore straordinario. 
Nell’ambito della sua presenza a Padova resta memorabile, per il rigore e la profondità delle conoscenze, un suo corso dedicato al “Faust” di Goethe, a cui Cases dedicò penetranti e puntuali analisi, poi raccolte nel volume postumo “Laboratorio Faust” (2019).

Tra le sue numerose pubblicazioni vanno ricordate, nell’ambito degli studi più strettamente germanistici, il volume “Saggi e note di letteratura tedesca” (1963, 20022), “Thomas Mann. Una biografia per immagini” (1982), “Su Lukács. Vicende di un'interpretazione” (1985). 
Grande rilievo assumono accanto a questi volumi gli interventi raccolti in diversi libri, tra cui “Il testimone secondario” (1985) e “Il boom di Roscellino. Satire e polemiche” (1990), così come le schede di lettura raccolte da Michele Sisto in “Scegliendo e scartando” (2013).  

[Marco Rispoli]

Fonti bibliografiche:
A. Chiarloni, L. Forte, U. Isselstein (a cura di), “Per Cesare Cases”, Alessandria 2010 (con esaustiva bibliografia dei suoi scritti alle pp. 119-221); P. V. Mengaldo, “Per Cesare Cases”, «L’ospite ingrato», VIII/2 (2005), pp. 13-20.
a città si racconta. Tra passato e presente, inquietudini di una generazione” (2002).
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