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<creatorName>Giorgi, Alessandra (Università Ca’ Foscari Venezia - Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati)</creatorName>
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<contributorName>Manzato, Maria Loretta</contributorName>
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<title>On the Italian anaphoric-pronominal system</title>
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<publisher>Unipress</publisher>
<publicationYear>1990</publicationYear>
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<description descriptionType="Other">Questo libro si occupa principalmente della distribuzione di anafore e pronomi in italiano, cioè delle proprietà sintattiche e referenziali esibite da questi elementi in diversi contesti. 
Il termine anafora (o anaphora) nell'uso tradizionale identifica ogni espressione in grado di riferirsi a qualcos'altro precedentemente citato nel discorso. Qui è usato con un significato più tecnico, come è nel quadro generativo, per identificare alcune frasi che devono avere un antecedente nella frase, soddisfacendo determinati vincoli strutturali e sintattici. 
La classe delle anafore comprende quegli elementi che nella terminologia non tecnica sono chiamati pronomi riflessivi, come se stesso in inglese o se stesso in reciproco. 
La classe dei pronomi, comprende gli elementi tradizionalmente chiamati pronomi personali, come io e me, in inglese, o io e me in italiano, possessivi come tuo e mio, o tuo e mio.
Nella maggior parte delle lingue romanze, e quindi anche in italiano, i pronomi e, in una certa misura, le anafore, sono suddivisi in due serie: quella tonica, comprendente ad esempio lui (he/him), e la corrispondente non tonica, che include lo/ gli (him/ to him).
Questi ultimi sono anche chiamati 'clitici' (proclitici o enclitici), poiché devono dipendere da qualche altra parola ; qui indagheremo solo le serie non clitiche di terza persona singolare-plurale, con un breve excursus nel capitolo 4 sui pronomi (e anafore) clitici e non clitici di prima e seconda persona.</description>
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<language>en</language>
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<date dateType="Created">2021-10-20T07:24:13.484Z</date>
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<rights>All rights reserved</rights>
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