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<datacite:title xml:lang="it">On the Italian anaphoric-pronominal system</datacite:title>

  
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<dc:publisher>Unipress</dc:publisher>

  
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<dc:description xml:lang="it">Questo libro si occupa principalmente della distribuzione di anafore e pronomi in italiano, cioè delle proprietà sintattiche e referenziali esibite da questi elementi in diversi contesti. 
Il termine anafora (o anaphora) nell&#39;uso tradizionale identifica ogni espressione in grado di riferirsi a qualcos&#39;altro precedentemente citato nel discorso. Qui è usato con un significato più tecnico, come è nel quadro generativo, per identificare alcune frasi che devono avere un antecedente nella frase, soddisfacendo determinati vincoli strutturali e sintattici. 
La classe delle anafore comprende quegli elementi che nella terminologia non tecnica sono chiamati pronomi riflessivi, come se stesso in inglese o se stesso in reciproco. 
La classe dei pronomi, comprende gli elementi tradizionalmente chiamati pronomi personali, come io e me, in inglese, o io e me in italiano, possessivi come tuo e mio, o tuo e mio.
Nella maggior parte delle lingue romanze, e quindi anche in italiano, i pronomi e, in una certa misura, le anafore, sono suddivisi in due serie: quella tonica, comprendente ad esempio lui (he/him), e la corrispondente non tonica, che include lo/ gli (him/ to him).
Questi ultimi sono anche chiamati &#39;clitici&#39; (proclitici o enclitici), poiché devono dipendere da qualche altra parola ; qui indagheremo solo le serie non clitiche di terza persona singolare-plurale, con un breve excursus nel capitolo 4 sui pronomi (e anafore) clitici e non clitici di prima e seconda persona.</dc:description>

  
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<dc:source>On the Italian anaphoric-pronominal system	 4 (1990) (1990)</dc:source>

  
<citationTitle>On the Italian anaphoric-pronominal system	</citationTitle>

  
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