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<datacite:title xml:lang="it">Li Causi a Treviso (1920)</datacite:title>

  
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<dc:description xml:lang="it">Dopo l’esperienza come segretario del Partito Socialista a Venezia, nell’aprile 1920 Li Causi è inviato a Treviso per assumere la carica di segretario generale della locale Camera del Lavoro. Sarà un’esperienza di soli 5 mesi, ma significativa per la sua formazione politica, in un contesto socio-economico molto diverso da quello urbano ed industriale di Venezia: prettamente rurale, devastato dalla guerra da poco conclusa, colpito da disoccupazione, carovita, case e infrastrutture distrutte.
Appena giunto a Treviso, Li Causi partecipa a un convegno interregionale organizzato dalle Camere del Lavoro e le Federazioni provinciali socialiste e presenta un ordine del giorno che invita i lavoratori a iniziare i lavori di ricostruzione anche laddove il governo non abbia ancora stanziato i fondi necessari,  proseguendo fino a ottenere il pagamento. Tra aprile e agosto 1920 tiene comizi e organizza manifestazioni di lavoratori sui temi del lavoro, dell’inflazione e dei nuovi patti colonici. Le forze dell’ordine controllano anche in via preventiva i movimenti di Li Causi e compagni.
Nelle lotte per la sostituzione della mezzadria con contratti di affitto si verificano scontri duri tra contadini e proprietari, ma anche fra le leghe di ispirazione socialista e quelle cattoliche, prevalenti per forza numerica e organizzativa. Consapevole di questo scarto nei rapporti di forza, Li Causi cerca alleanze con le leghe bianche per perseguire obiettivi comuni contro i proprietari terrieri, ma allo stesso tempo non teme di sfidarle nei comizi e non si sottrae allo scontro fisico. A differenza di altri dirigenti socialisti trevigiani, cerca un rapporto di collaborazione anche con i repubblicani sociali di Guido Bergamo, che avranno un ruolo nel tentativo di contrasto dell’emergente fenomeno fascista.
Nel settembre del 1920 Li Causi torna definitivamente a Venezia, in un momento politico segnato dalla fine dell’occupazione delle fabbriche nelle città del Nord Italia.</dc:description>

  
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