
        <schede>
          <BNP>
            <CD hint="CODICI">
              <TSK hint="Tipo scheda">BNP</TSK>
            </CD>
            <AC hint="ALTRI CODICI">
              <ACM hint="Codice museo">MGP-PD</ACM>
              <ACK hint="Codice campione">11920</ACK>
            </AC>
            <OG hint="OGGETTO">
              <OGT hint="OGGETTO">
                <OGTD hint="Definizione">fossile</OGTD>
                <OGTT hint="Definizione specifica">esemplare di trilobite</OGTT>
                <OGTC hint="Denominazione collezione">collezione didattica (stratigrafica)</OGTC>
              </OGT>
            </OG>
            <SP hint="SISTEMATICA - PALEONTOLOGIA">
              <SPS hint="SISTEMATICA">
                <SPSP hint="Regno">Animalia</SPSP>
                <SPSH hint="Phylum/ Divisione">Arthropoda</SPSH>
                <SPSB hint="Classe">Trilobita</SPSB>
                <SPSO hint="Ordine">Ptychopariida</SPSO>
                <SPSF hint="Famiglia">Ellipsocephalidae</SPSF>
                <SPSR hint="Genere">Ellipsocephalus</SPSR>
                <SPSS hint="Specie">hoffi</SPSS>
                <SPSD hint="Autore e anno specie">(Schlotheim, 1823)</SPSD>
              </SPS>
            </SP>
            <DA hint="DATI ANALITICI">
              <DES hint="DESCRIZIONE">
                <DESO hint="Descrizione oggetto">I Trilobiti sono un gruppo, oggi estinto, di artropodi marini esclusivamente paleozoici. Devono il loro nome al fatto che il loro corpo, ovale e allungato, sul lato dorsale, è diviso longitudinalmente in tre lobi (un lobo assiale centrale rilevato e 2 lobi pleurali laterali). Avevano un esoscheletro che, quasi esclusivamente nella parte dorsale, era calcitico e nel quale, in senso antero-posteriore, si riconoscono tre parti: cephalon, thorax e pygidium. Il capo (cephalon) è formato da una piastra unica costituita da segmenti fusi, così come la coda (pygidium); il corpo (thorax) è formato da numerosi segmenti articolati fra loro. Alla parte ventrale, non mineralizzata, sono articolate le appendici, costituite da un paio di lunghe antenne anteriori e da una lunga serie di coppie di zampe biramificate che, data la loro “fragilità” si sono conservate solo in rarissimi casi. I trilobiti sono i primi organismi multicellulari conosciuti. Essi sono stati prevalentemente bentonici di acque basse e hanno costituito un importantissimo elemento della fauna paleozoica. Sono comparsi nel Cambriano inferiore e hanno avuto il massimo sviluppo nell’Ordoviciano. Dopo questo periodo si nota una lenta riduzione nel numero di generi, fino alla totale scomparsa avvenuta alla fine del Permiano superiore. Durante i 350 milioni di anni della loro esistenza, pur con molte variazioni, hanno mantenuto una notevole costanza di forme. Si conoscono più di 1500 generi e molte migliaia di specie, molte delle quali, specialmente quelle del Cambriano e dell’Ordoviciano, di grande valore stratigrafico. Oltre che i loro fossili e i resti delle loro mute, i trilobiti hanno lasciato anche tracce della loro attività, ad esempio tracce di riposo e di movimento. In Italia fossili di trilobiti si trovano in Sardegna, sulle Alpi Carniche e in Sicilia.</DESO>
              </DES>
            </DA>
            <LC hint="LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO-AMMINISTRATIVA">
              <LDC hint="COLLOCAZIONE SPECIFICA">
                <LDCM hint="Denominazione struttura conservativa">Museo di Geologia e Paleontologia</LDCM>
              </LDC>
            </LC>
            <LR hint="DATI DI RACCOLTA">
              <LRL hint="Altro toponimo">Ginetz - Boemia</LRL>
            </LR>
            <ET hint="ETA' GEOLOGICA">
              <ETG hint="GEOCRONOLOGIA (CRONOSTRATIGRAFIA)">
                <ETGE hint="Eon (Eontema)">Phanerozoic</ETGE>
                <ETGR hint="Era (Eratema)">Paleozoic</ETGR>
                <ETGP hint="Periodo (Sistema)">Cambrian</ETGP>
                <ETGN hint="Altre suddivisioni cronologiche">Cambriano medio</ETGN>
              </ETG>
            </ET>
            <TU hint="CONDIZIONE GIURIDICA E VINCOLI">
              <CDG hint="CONDIZIONE GIURIDICA">
                <CDGS hint="Indicazione specifica">Università degli Studi di Padova</CDGS>
              </CDG>
            </TU>
            <DO hint="FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO">
              <BIL hint="Citazione completa">Allasinaz A., 1991 - Paleontologia generale e sistematica degli Invertebrati, ECIG, Genova; Allasinaz A., 1999 - Invertebrati fossili, UTET, Torino.</BIL>
            </DO>
          </BNP>
        </schede>
      