
        <schede>
          <PST>
            <CD hint="CODICI">
              <TSK hint="Tipo scheda">PST</TSK>
            </CD>
            <AC hint="ALTRI CODICI">
              <ACC hint="Altro codice">249</ACC>
            </AC>
            <OG hint="OGGETTO">
              <OGT hint="OGGETTO">
                <OGTD hint="Definizione">Pendolo di Zamboni</OGTD>
              </OGT>
              <OGA hint="ALTRA DEFINIZIONE OGGETTO">
                <OGAD hint="Definizione">Zamboni pendulum</OGAD>
                <OGAL hint="Codice lingua">eng</OGAL>
              </OGA>
            </OG>
            <CT hint="CATEGORIA">
              <CTP hint="Categoria principale">Elettricità</CTP>
              <CTA hint="Altra categoria">Elettromagnetismo</CTA>
              <CTC hint="Parole chiave">elettrodinamica</CTC>
            </CT>
            <LC hint="LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO-AMMINISTRATIVA">
              <LDC hint="COLLOCAZIONE SPECIFICA">
                <LDCM hint="Denominazione raccolta">Museo di Storia della Fisica</LDCM>
              </LDC>
            </LC>
            <DT hint="CRONOLOGIA">
              <DTS hint="CRONOLOGIA SPECIFICA">
                <DTSI hint="Da">1830</DTSI>
                <DTSF hint="A">1830</DTSF>
              </DTS>
              <ADT hint="Altre datazioni">1830</ADT>
            </DT>
            <AU hint="DEFINIZIONE CULTURALE">
              <AUT hint="AUTORE/RESPONSABILITA'">
                <AUTR hint="Ruolo">inventore e costruttore</AUTR>
                <AUTN hint="Autore/nome scelto">Giuseppe Zamboni</AUTN>
                <AUTA hint="Dati anagrafici/periodo di attività">n.1776 - m.1846. Fisico di buona fama, insegnò presso il Liceo Maffei di Verona dal 1805 al 1846.</AUTA>
              </AUT>
              <NMC hint="NOMI CORRELATI">
                <NMCN hint="Nome scelto">Salvatore Dal Negro</NMCN>
                <NMCA hint="Dati anagrafici/Periodo di attività">(n.1768 - m.1839). Professore di Fisica sperimentale all'Università di Padova dal 1806 al 1839.</NMCA>
                <NMCY hint="Specifiche">Lo strumento venne regalato o venduto a Salvatore Dal Negro da Giuseppe Zamboni.</NMCY>
              </NMC>
            </AU>
            <MT hint="DATI TECNICI">
              <MTC hint="Materia e tecnica">legno/ottone/vetro</MTC>
              <MIS hint="MISURE">
                <MISU hint="Unità">cm</MISU>
                <MISA hint="Altezza">60</MISA>
                <MISL hint="Larghezza">35</MISL>
                <MISP hint="Profondità">15</MISP>
              </MIS>
            </MT>
            <DA hint="DATI ANALITICI">
              <DES hint="DESCRIZIONE">
                <DESO hint="Oggetto">Lo strumento corrisponde a quello descritto da Giuseppe Zamboni nel 1843: “Due di siffatte pile inaccessibili all’aria esistono nel Gabinetto di Fisica dell’ I. R. Università di Padova, che ivi anche a temperature inferiori a zero, mantengono sempre vive, da dieci e più anni, le oscillazioni del pendolo, e contano ormai quindici anni di età”. L’apparecchio è costituito da un pendolo oscillante posto fra due pile a secco di Zamboni. Lo stesso Giuseppe Zamboni spiega come in un primo tempo avesse costruito le sue pile sovrapponendo in successione “le carte così dette di oro”, ossia fogli di carta di cui una faccia era coperta di rame, e le carte dette “d’argento”, simili ma coperte di stagno.  In pratica, Zamboni faceva combaciare le facce metalliche di questi due tipi di fogli, li ritagliava, e sovrapponeva le coppie ottenute costituendo così una pila di migliaia di elementi. Zamboni modificò poi questa costruzione utilizzando unicamente la carta di stagno, sul cui rovescio applicava polvere di ossido di manganese. Ottenne una pila decisamente più efficace, sia perché la coppia manganese-stagno offriva un migliore rendimento, sia perché veniva soppresso uno degli strati di carta interposto fra i metalli.  Nel presente apparecchio, le pile sono montate entro tubi di vetro su basi di legno e sono perciò del tipo che Zamboni definisce come “inaccessibili all’aria”. Alla sommità delle pile, gli elettrodi sono formati da due pigne d’ottone molto decorative, cui sono fissati orizzontalmente due asticelle anch’esse d’ottone, alle cui estremità sono posti dei dischi che vengono posizionati in parallelo uno di fronte all’altro. In mezzo a questi dischi è posto un pendolo molto leggero consistente in un anellino d’ottone, montato su un supporto di legno, vetro ed ambra.</DESO>
              </DES>
              <UTM hint="Modalità d'uso">La corrente fornita era debolissima, ma si creava una forte tensione fra i due dischi e il pendolino quindi oscillava, attratto di volta in volta da uno e dall’altro dei dischi. Grazie alla notevole longevità delle pile a secco, il presente pendolo funzionò ininterrottamente per circa cento anni e si fermò negli anni 1930 solo a causa di una rottura subita nel corso di un trasloco.</UTM>
              <ISR hint="ISCRIZIONI">
                <ISRI hint="Trascrizione">Ottobre 1830</ISRI>
              </ISR>
            </DA>
            <TU hint="CONDIZIONE GIURIDICA E VINCOLI">
              <CDG hint="CONDIZIONE GIURIDICA">
                <CDGS hint="Indicazione specifica">Università degli Studi di Padova</CDGS>
              </CDG>
            </TU>
            <DO hint="FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO">
              <BIL hint="Citazione completa">Giuseppe Zamboni, Della pila elettrica a secco, Verona, 1812</BIL>
              <BIL hint="Citazione completa">Jules Jamin, Cours de physique de l’Ecole Polytechnique, 3 vol., Paris, 1858-1866</BIL>
              <BIL hint="Citazione completa">Giuseppe Zamboni, Lettera all’Accademia di Monaco sui miglioramenti fatti alle pile stesse, Verona, 1812</BIL>
              <BIL hint="Citazione completa">Giuseppe Zamboni, Descrizione ed uso dell’elettromotore perpetuo, Verona, 1814</BIL>
              <BIL hint="Citazione completa">Giuseppe Zamboni, Sopra i miglioramenti fatti alla sua pila elettrica, lettera all’Accademia Reale delle Scienze di Monaco, Verona, 1816</BIL>
              <BIL hint="Citazione completa">Giuseppe Zamboni, L’elettromotore perpetuo, Verona, 1820-1822</BIL>
              <BIL hint="Citazione completa">Giuseppe Zamboni, Sull’elettromotore perpetuo – Istruzione teorico-pratica, Verona, 1843</BIL>
              <MST hint="MOSTRE">
                <MSTT hint="Titolo">"Bagliori nel vuoto. Dall'uovo elettrico ai raggi X: elettricità e pneumatica dal Seicento ad oggi"</MSTT>
                <MSTL hint="Luogo, sede espositiva, data">Padova, Orto Botanico, 1 febbraio-30 giugno 2004</MSTL>
              </MST>
            </DO>
          </PST>
        </schede>
      